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Scuola, catasto, giustizia imparziale arrivarono in Italia grazie a Maria Teresa d’Austria

Scuola, catasto, giustizia imparziale arrivarono in Italia grazie a Maria Teresa d’Austria

L’eredità importante degli Asburgo in termini di riforme e ammodernamento

Considerata una sovrana ‘bigotta’, conservatrice e piuttosto scontrosa dai suoi più accaniti avversari, come il re di Prussia, Federico II, la leggendaria sovrana Maria Teresa d’Austria, che fu la prima (e unica) donna a reggere le sorti dell’immenso impero austroungarico dal 1740 al 1780 - con il titolo di imperatrice consorte del Sacro Romano Impero, in quanto moglie di Francesco I – fu una regnante molto stimata e apprezzata dai suoi sudditi, tanto che il suo governo è stato giudicato dagli storici come un ‘successo senza precedenti’.
Non tutti sanno che proprio a Maria Teresa sono da ascriversi alcune riforme molto importanti, che trasformarono in uno stato moderno il Sacro Romano Impero, l'Austria e tutti i suoi domini, compresa una buona fetta del Nord Italia. Non solo Maria Teresa centralizzò e aggiornò tutte le istituzioni, dando inizio all’era dell'assolutismo illuminato, ma inaugurò un nuovo modo di concepire il governo: le misure prese dal sovrano divennero più moderne e razionali, nell'interesse di tutto il popolo.

Educazione uniforme e scuola dell’obbligo

Consapevole dell’importanza di un efficiente e moderno sistema educativo anche per il buon funzionamento di uno stato, nel 1774 Maria Teresa emanò il Regolamento generale scolastico per le scuole tedesche normali, superiori e elementari in tutte le terre ereditarie imperiali e reali (Italia compresa), riformando così tutto il quadro complessivo della formazione. Il regolamento stabiliva che ogni bambino e bambina di età compresa tra i 6 ed i 12 anni avrebbe dovuto obbligatoriamente frequentare la scuola. Non può sfuggire l’importanza fondamentale e storica di questo regolamento, che sancì il valore e il diritto all’educazione gratuita e pubblica di tutte le bambine e i bambini. Maria Teresa assunse larghe vedute anche sul versante religioso, e consentì anche agli studenti non cattolici il diritto di frequentare l'università e ne riorganizzò i corsi di studi. Va anche sottolineato che, allo scopo di garantire una preparazione uniforme, fu stabilito che solo le università avrebbero potuto garantire il titolo di laurea, esautorando così i collegi professionali delle diverse ‘caste’ o riservati alla nobiltà.

Medicina, igiene e vaccinazioni, a partire dai propri figli

Maria Teresa vietò la costruzione di cimiteri senza un previo permesso governativo, per contrastare alcune usanze funerarie dispendiose e poco igieniche. Decise, inoltre, nel 1767, di sottoporre i propri figli alla vaccinazione e questo fu un passo esemplare per superare l’avversione a tale pratica. Fu la stessa Maria Teresa a inaugurare la vaccinazione, ospitando nel castello di Schönbrunn una cena per sessantacinque bambini. La sovrana “illuminata” riformò il sistema sanitario mediante la costruzione di un ospedale a Vienna, promosse il rinnovamento degli studi di medicina e stabilì che l'ospedale della città di Graz (Stiria) avrebbe dovuto effettuare autopsie per tutte le morti avvenute, in modo da garantire dati adeguati alla ricerca in campo medico.

Esercito al servizio del sovrano e Catasto moderno per il ‘contribuente’

Maria Teresa diede forma a un esercito stanziale permanente di 108.000 soldati, sottoposto direttamente al controllo del governo centrale. Tra le sue riforme più importanti, anche la razionalizzazione del sistema tributario, e l’istituzione del catasto. La sovrana impose, così, anche a clero e nobiltà di pagare le imposte. Decadeva lo status privilegiato per la nobiltà, e all'amministrazione tributaria affidata ai privati subentrò un nuovo soggetto, il contribuente, in rapporto diretto con lo Stato. Dal 1749, l'amministrazione centrale degli affari giudiziari fu affidata a un competente organo distinto e nel 1760 Maria Teresa istituì il consiglio di stato, composto da un cancelliere e sei membri (3 in rappresentanza dell'alta aristocrazia e 3 in rappresentanza della piccola nobiltà), che, sebbene fosse dotato di sole funzioni consultive, evidenziava la differenza con altri despoti "illuminati" (tra questi Federico II di Prussia), che esercitavano direttamente e personalmente i loro poteri.

Leggi uguali per tutti ed economia per migliorare la qualità della vita

Il Codice Teresiano, iniziato nel 1752 e terminato nel 1766, e composto da 8.000 articoli che, secondo le intenzioni iniziali, sarebbero divenuti l'unica fonte legale, regolava i diritti personali, i diritti reali e le obbligazioni.
Nel 1776, su impulso del figlio Giuseppe, Maria Teresa mise fuori legge la pratica della caccia alle streghe, ridusse le fattispecie criminose punite con la pena capitale e abolì la tortura. La sovrana, in campo economico, s’impegnò particolarmente per migliorare gli standard di vita del suo popolo e tentò di rafforzare il settore industriale.
Volle anche ridurre gli antichi privilegi delle corporazioni e i dazi interni sul commercio e regolamentò in modo nuovo i rapporti degli agricoltori con lo stato, con il duplice obiettivo di attenuare le proteste contadine e l'abuso dei diritti feudali da parte della nobiltà. Maria Teresa restrinse le ore lavorative dei contadini in Germania ed in Boemia per permettere loro non solo di potersi sostenere con le loro famiglie, ma anche di contribuire, in caso di guerra, al benessere dello stato.

Maria Teresa e l’Italia, tra scuole e teatri

Uno dei territori sottoposti alla giurisdizione asburgica che più beneficiarono delle riforme Maria Teresa fu il Ducato di Milano che, grazie alla lungimiranza e all’intraprendenza della sovrana, uscì finalmente dalle difficoltà causate dalle guerre e pestilenze del secolo precedente, oltre che all’inefficiente amministrazione spagnola. Negli ultimi anni del governo di Maria Teresa venne ricostruito il Teatro alla Scala di Milano, che da quel momento diventò uno dei più famosi del mondo. L'introduzione del catasto teresiano ebbe molti effetti positivi in Lombardia, perché chiamava a contribuire ceti sociali che fino ad allora non avevano pagato tributi e rendeva conveniente l'aumento delle rendite agricole, in quanto tali aumenti sarebbero stati in ogni caso esenti da imposte.
In seguito, fu attuata anche una riforma per rendere più agile ed efficiente l’apparato amministrativo locale e molto importante fu la graduale soppressione dei dazi interni e delle corporazioni. Venendo meno tutti i divieti che ostacolavano la libera circolazione della manodopera, gli imprenditori poterono giovarsi della manodopera in eccesso proveniente dalle campagne e assumere un numero sempre crescente di lavoratori affinché lavorassero i filati tessili negli stabili e adoperando i telai del datore di lavoro. Un’evoluzione che diede inizio al primo assetto artigianale e industriale dell’economia. Maria Teresa abolì le esenzioni fiscali di cui godevano chiese e monasteri ed eliminò la censura religiosa. In ambito culturale, furono riorganizzate anche tutte le scuole di Milano secondo i principi e i valori cari alla sovrana .

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