overlay Shopplan Pianterreno area
PT Pianterreno    |    PP Primo piano    |    SP Secondo piano

Hundertwasser, il medico dell'architettura che ha lasciato in eredità un immenso amore per l'umanità immersa nella natura

Hundertwasser, il medico dell'architettura che ha lasciato in eredità un immenso amore per l'umanità immersa nella natura

Il mito sempreverde del pittore, scultore, architetto ed ecologista nato a Vienna. Le sue opere 'colorano' l'Austria e i cinque continenti.

Basta leggere anche solo il titolo del suo primo manifesto, scritto nell'ormai leggendario e 'caldo' 1968 europeo, che invita al "boicottaggio" dell'architettura (tradizionale), oppure soffermarsi sulla sua seconda "call for action", risalente al 1972, ossia "Il diritto della finestra, il dovere dell'albero". E' sufficiente questo per capire di che stoffa fosse fatto il mitico Friedensreich Hundertwasser, al secolo Friedrich Stowasser. Architetto, scultore, pittore (insomma artista a tutto tondo) nato a Vienna nel 1928 e scomparso nel 2000 per un'insufficienza cardiaca durante un viaggio per nave, nell'Oceano Pacifico, a bordo del transatlantico Queen Elizabeth 2, e sepolto in Nuova Zelanda, suo Paese d'approdo e d'adozione. Una morte che, come la sua vita, sa davvero di leggenda.
"L'uomo è avviluppato in tre strati, la sua pelle, i suoi vestiti e i muri della sua casa, e le finestre sono il ponte tra l'interno e l'esterno, sono come i pori della pelle. Le finestre sono l'equivalente degli occhi". Così scriveva Friedrich per spiegare la sua idea di essere umano. Una creatura che, secondo lui, doveva essere liberata da mille lacci, vincoli e orpelli, per ritrovare, nell'ambiente in cui viveva, un legame profondo e creativo con la natura, nella vicinanza alla semplicità e nella distanza dall'artificio e dalle convenzioni. E' per questo che i pavimenti della sua celebre Kunst Haus, geniale capolavoro sorto nel centro di Vienna, sono a onde, a volte lisci, a volte ruvidi, e colorati come un prato, o un giardino. Perché la terra su cui camminiamo è accidentata e irregolare, non liscia e priva di difetti come la finzione architettonica ha voluto immaginare.
"Che tutto sia coperto di vegetazione!", invocava nel 1980 Hundertwasser, il quale definiva se stesso "il medico dell'architettura". Un genio tutto da scoprire, a partire da Vienna, dove le sue opere possono essere ammirate oggi dal visitatore curioso e desideroso di approfondire. La Kunst Haus Wien è diventata un importante museo della capitale austriaca, situato nel distretto di Landstraße a circa mezzo chilometro dalla Hundertwasserhaus, e conserva l'unica raccolta permanente di opere del mitico artista e architetto, ospitando regolarmente mostre temporanee di altri creativi.

Una vita nel segno della scoperta e dell'avventura.

L'intera esistenza di Hundertwasser è nel segno dell'avventura e della scoperta. Trascorse l'infanzia con la madre Elsa, di origini ebraiche, essendo rimasto orfano di padre nel primo anno di vita. In seguito all'annessione (Anschluss) dell'Austria al Terzo Reich tedesco e all'affermazione delle leggi razziali nel suo Paese, Friedrich fu costretto a frequentare la gioventù hitleriana per evitare le persecuzioni delle SS. Un'esperienza negativa che lo segnò moltissimo, tanto che successivamente il giovane e promettente artista maturò un atteggiamento fortemente anti totalitario e decisamente anti razzista.
Nel periodo dell'adolescenza, Hundertwasser cominciò a raccogliere ed essiccare fiori e a disegnare dal vero, per lo più angoli della vecchia Vienna e foreste incantate. Fu nel 1946 che Friedrich scelse la pittura come mezzo di espressione, dopo aver lavorato presso un contadino di Schwanenstadt. Questo periodo, infatti, gli diede l'occasione di un contatto diretto con la bellezza della natura, che lo conquistò. Terminato il liceo nel 1948, l'artista frequentò dallo stesso anno la Wiener Akademie der bildenden Künste. Va detto, però, che gli studi accademici lo annoiavano e lo lasciavano indifferente, così decise di abbandonarli dopo aver appreso le tecniche di base del disegno figurativo e del nudo. Ecco perché la sua opera non è stata affatto influenzata dai cliché e dalle convenzioni di quegli anni, ma ha seguito, al contrario, un percorso personale che lo ha portato a esiti del tutto originali.

Una passione incontenibile per i viaggi

Friedrich amava moltissimo viaggiare e nel corso della sua vita visitò numerosi posti in tutti i continenti, che del resto sono davvero 'punteggiati' di testimonianze del suo incontenibile amore per la natura, la terra, i paesaggi, i popoli e le loro storie.
Dall'Italia al Marocco, dalla Tunisia al Giappone, fino alla Nuova Zelanda (sua ultima patria d'elezione), Hundertwasser ebbe modo di soggiornare in molti Paesi. La sua era una personalità rivolta in tutte le direzioni, pronta ad afferrare anche gli stimoli più lontani e a farne tesoro. Tra tutti i suoi viaggi all'estero, un significato particolare lo riveste la lunga permanenza a Parigi. Nella capitale francese, da sempre una meta degli artisti di tutto il mondo e polo d'attrazione delle avanguardie, Friedrich ebbe modo di conoscere numerose persone, fu ospite di amici. Anche qui visse e lavorò al servizio di un fattore, che lo pagava in frumento, e condusse una vita volutamente dimessa e umile. Dipingeva, frequentava gallerie e manteneva assidui contatti con il mondo artistico, e con tanti aspiranti pittori. Tuttavia, prese da subito le distanze dalle mode del momento, respingendo sia l'Action Painting, diffuso negli Stati Uniti, sia il razionalismo architettonico, di cui divenne uno dei più fieri e irriducibili avversari.

Ecologia e spontaneità, la fede del fondatore del "transautomatismo"

Personalità sicuramente complessa e a tratti controversa, Hundertwasser anticipò alcuni concetti di bioarchitettura e inventò la corrente artistica del transautomatismo, che considera la pittura e l'arte innanzitutto come una forma di auto-conoscenza e di armonia basata sull'energia creativa e sull'esperienza individuale. Dal punto di vista degli orientamenti ideali, certamente l'artista e architetto (da ex perseguitato dal regime nazista) assunse una posizione anti autoritaria, avversando gli estremismi di tutti i colori politici, dal nazismo allo stalinismo. Dal punto di vista dell'architettura, Friedrich si oppose sempre alla "geometrizzazione" dell'uomo e degli ambienti in cui vive. Divenuto un artista affermato, Hundertwasser si impegnò con tutte le sue forze per la diffusione del credo ecologista e fu contrario anche alla globalizzazione, sostenendo la necessità del rispetto e della valorizzazione di tutte le identità regionali e delle culture e lingue di minoranza. Uno degli aspetti poco conosciuti della sua personalità è rappresentato dalla sua professione di fede monarchico-costituzionale, che forse gli derivò dalla forte nostalgia per l'Austria Felix del periodo asburgico travolto dalle due guerre mondiali.

Austria, scrigno prezioso di indimenticabili capolavori

Hundertwasser progettò nell'arco della sua vita avvincente e avventurosa 37 edifici: Alcuni tra i suoi capolavori più celebri furono realizzati in Austria. Una 'summa' del pensiero del'architetto e artista è rappresentato senz'altro dalla spettacolare e intrigante Hundertwasser Haus, a Vienna (1983-1986), che insieme alla Kunst Haus (1989-1991) sono dei "must" assoluti per chi visiti la capitale austriaca e sia desideroso di immergersi nel mondo di Hundertwasser. Sempre degli anni Ottanta, ci sono il Rupertinum a Salisburgo, il Museo civico di Roiten, e la Chiesa di Santa Barbara a Bärnbach. Numerosi anche gli edifici che appartengono al mondo industriale e produttivo in generale; dalla Fabbrica tessile Rueff a Muntlix (1988), fino al famosissimo Inceneritore dei rifiuti di Spittelau, quartiere di Vienna (1988-1997) e alla sorprendente Area di servizio autostradale di Bad Fischau (1989-1990). Sempre attraversando gli anni Novanta, non mancano esempi nel mondo della sanità, come il Reparto oncologia clinica a Graz, e in quello del benessere e del tempo libero, come lo Stabilimento termale a Bad Blumau, vicino a Graz, in Stiria, realizzato con il contributo dell'imprenditore Rogner.

Le più celebri opere all'estero, dalla Germania al Giappone

Sono numerosi gli interventi dell'architetto al di fuori del suo Paese natale, dovuti alla fama internazionale che seppe guadagnarsi. In Germania, Hundertwasser progettò negli anni Ottanta lo Stabilimento Rosenthal a Selb, il Centro diurno per bambini Francoforte, la Casa ecologica a Hamm, Maximilianpark, mentre negli anni Novanta il Ginnasio Martin Luther a Wittenberg e lo Hundertwasser-Stadtcafe ad Amburgo. A seguire, le opere più recenti, negli anni Duemila, dalla Cittadella verde di Magdeburgo realizzata tra il 2004 e il 2005, ma anche, strano a dirsi, la Ronald McDonald Hundertwasser-Haus, progettata per la fondazione di aiuto ai bambini di McDonald's a Essen/Grugapark.
In Giappone, portano la sua firma la Kid's Plaza Ōsaka (1996-1997) e l'inceneritore dei rifiuti di Maishima, mentre negli Stati Uniti la Cantina Quixote Winery a Napa Valley, in Israele la Fontana a flusso spiraliforme a Tel Aviv e in Nuova Zelanda i Bagni pubblici di Kawakawa. Certo l'elenco sarebbe ancora lunghissimo, ma in questa sede abbiamo voluto segnalare solo le opere più famose e più amate, anche se molto resta ancora da scoprire di un progettista che fu anche poeta, scultore e pittore di grande capacità e riconosciuto talento.

BACK