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Aspettando Halloween, la notte dei misteri che in Austria si celebra tra luci e ombre

Aspettando Halloween, la notte dei misteri che in Austria si celebra tra luci e ombre

Preghiere e memorie di Ognissanti, festa delle lanterne e party un po' sguaiati nei centri cittadini (quest'anno messi al bando).

È ormai diventata una tradizione diffusa anche in Austria e Germania la variopinta festa molto popolare negli Usa che tutti ormai conosciamo con il nome di Halloween, in un trionfo di zucche illuminate e di creature della notte, tra caroselli di scheletri e zombie, e allegre combriccole di maghi e streghe.
Nei centri cittadini soprattutto, molti festeggiano con chiassosi party in costume e la consueta parata di ragazzini celati dietro maschere simpaticamente spaventose che giocano a “trick or treat” bussando alle porte delle case. Anche in Austria e in Carinzia, dunque, le celebrazioni di questo genere il 31 ottobre di solito non mancano, anche se quest'anno su ogni programma incombono, purtroppo, le limitazioni dovute alla ripresa della diffusione del Covid e alla necessità di contenerla.
Va detto, però, che nel mondo austro-tedesco le origini delle tradizionali feste che cadono a ridosso di Ognissanti (1° novembre) e della Commemorazione dei Defunti (il 2 novembre) sono comunque ben diverse e si ritrovano in un diffuso sentimento religioso.
Andremo qui a a sondarne le radici più autentiche, piuttosto lontane da quelle dell'omonima festa anglosassone, dal sapore mondano e quasi carnevalesco. Anche se, sotto sotto, le tradizioni pagane legate ad Halloween e quelle cristiane legate alla Settimana dei Santi talvolta si intrecciano e presentano alcune matrici comuni. Scopriremo, però, che in tempi di risorgente pandemia, il fascino delle usanze antiche può tornare decisamente utile, nel segno dell'intimità familiare e contro i rischi connessi a qualsiasi “assembramento”.

Seelenwoche: pane e acqua per i defunti, sfilate di lumini.

In Austria, durante la settimana di Tutti i Santi e dei Defunti (Seelenwoche), tra il 30 ottobre e l'8 novembre, secondo tradizione si lascia pane, acqua e una luce accesa sul tavolo prima di andare a coricarsi. L'usanza è legata alla credenza che questi doni avrebbero dato il benvenuto alle anime dei morti che ritornano sulla terra in una notte al tempo stesso buia e piena di magia. Nelle case delle famiglie più abbienti, un tempo si allestiva anche un buon pranzo a base di arrosti, biscotti speciali e dolci in cui venivano nascosti monete e anelli portafortuna.
Il giorno di Ognissanti si tengono speciali cerimonie religiose in tutte le chiese d'Austria in onore dei santi e martiri cattolici e, come accade in Italia, si usa visitare visitare le tombe dei propri familiari per abbellirle con ghirlande e piccole lanterne.
Un'altra consuetudine molto amata è, appunto, la Lanternenfest, che cade il 31 ottobre (proprio la stessa notte di Halloween) e che vede i bimbi sfilare per le strade portando delle lanterne che servono a tenere viva la memoria dei defunti e a illuminarne il cammino. Anche in Austria le case sono decorate con zucche e rape svuotate e illuminate da ceri, ma la tradizione più genuina non prevede travestimenti da 'mostri' o bambini che bussano alle porte delle case.
La parentela tra la festa delle lanterne e la festa di San Martino, l'11 novembre, appare evidente: anche in questo caso, i contadini che dovevano consegnare l’imposta per l’affitto del terreno o trasferirsi altrove, si muovevano al lume delle candele.
Da non dimenticare, infine, che il 31 ottobre cade anche la festa nazionale dei cittadini di confessione protestante. Un'altra curiosità: in Germania, durante la festa di Halloween, si usa nascondere tutti i coltelli presenti in casa. Un pensiero gentile, perché lo si fa per evitare che gli spiriti dei morti che tornano durante la notte si possano ferire. Sulle porte delle case invece, c'era un tempo l'uso di disegnare con del gesso simboli e sigle che dovevano proteggere le abitazioni da possibili aggressioni degli spiriti maligni.

Radici antiche, oltre le mode del momento. Un po' di storia...

Le origini della festa di Halloween si perdono nella notte dei tempi e secondo lo storico Hutton esisteva probabilmente un Halloween diffuso in tutta Europa prima del Medioevo. Alcuni esperti pensano che queste celebrazioni risalgano alle tradizioni dei Celti e dei popoli germanici in epoca pre-romana. Infatti, la ricorrenza è tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain, il cui nome deriva dall'antico irlandese e significa "fine dell'estate" giacché, secondo il calendario dei Celti, l’anno nuovo iniziava proprio il 1º novembre.
Poi arrivò il Cristianesimo che, secondo alcuni studiosi, fece proprie queste ricorrenze, ma modificandole radicalmente. E dunque, nelle tradizioni delle popolazioni germaniche e austriache, dopo il Medioevo non ci fu più un effettivo "Halloween" dal sapore pagano, ma la festa venne soppiantata, appunto, dalla commemorazione cristiana dei defunti e dei santi.

La danza delle streghe nella notte di Valpurga. A caccia di leggende... di primavera

Nel mondo germanico, si sa, sono sempre state vive le credenze popolari in alcune leggende collegate all'esistenza di fate, elfi, folletti, streghe ed esseri maligni, che dimoravano in castelli, boschi e in cima alle montagne.
Dunque, se è vero da un lato che dopo il Medioevo non esisteva più una festa dei morti come quella di Halloween, dall'altro di sicuro c'era un giorno nel quale si credeva che questi spiriti uscissero dai loro rifugi, si riunissero attorno a un falò e danzassero in onore della luna per tutta la notte. Questa “congrega degli spiriti maligni e delle streghe” è conosciuta in Germania e Austria come Walpurgisnacht (Notte di Valpurga), ma non cade nella notte del 31 ottobre, cioè in corrispondenza di Halloween, bensì in quella a cavallo tra il 30 aprile e il 1º maggio, che secondo i Celti segnava il passaggio alla bella stagione.
L'antica tradizione si è sovrapposta alla festa cristiana di santa Valpurga, fino a divenire, appunto, la "notte di Valpurga". La santa, in realtà, era una monaca inglese (710-778), divenuta badessa del monastero tedesco di Heidenheim presso Eichstatt, dove fu sepolta il 1° maggio 871.
Quando il Cristianesimo soppiantò le credenze pagane, Santa Valpurga iniziò ad essere invocata per vegliare sul destino dei vivi e dei morti. Si diffuse allora anche l'abitudine di accendere falò bene augurali sulle alture che dominavano la campagna: un modo per “purificare” i terreni e i possedimenti dei contadini che speravano in un ricco raccolto l'anno seguente. Questo accendere fuochi nella notte di Valpurga prendeva il nome di “cacciare via le streghe”. L’usanza era molto diffusa in Tirolo, Moravia, Sassonia e in diverse zone dell'arco alpino. E ricorda da molto da vicino anche l'usanza friulana delle foghere e dei pignarui che ancora oggi bruciano nel giorno dell'Epifania.

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